lunedì 1 settembre 2014

Mostri, Maghi e Buoni Propositi

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Ogni anno, il 1° settembre mi sento sempre allo stesso modo: euforica, energica e piena di aspettative, come se mi trovassi all'inizio di una grande avventura che promette stravolgimenti epocali nella mia esistenza e tutti positivi.
Per me è questo il vero inizio del nuovo anno, da sempre: felice di essermi lasciata alle spalle il tedioso agosto, sono pronta ad affrontare mostri e maghi che proveranno a intralciare il mio cammino, senza esitazioni e senza paura; riuscire a mantenere questo stato d'animo per i 364 giorni a venire è il primo dei miei buoni propositi, ma ne ho molti altri da enunciare...
Ritornando ai mostri e ai maghi, tutti ne abbiamo trovati e ne troveremo sul nostro cammino.
I primi non hanno necessariamente un brutto aspetto e spesso non sanno neppure di essere cattivi, ma - infelici delle loro scelte - si beano degli insuccessi altrui, ti spiano e ti giudicano nella speranza che tu faccia un passo falso e, nel frattempo, cercano di demolire le tue ambizioni più alte con l'unica tecnica che fa sentire forti i deboli: la politica del disprezzo.
I maghi, invece, sono più sottili e più pericolosi: loro non si accontentano di crearti un leggero disagio, lavorano alacremente - attraverso i loro elaborati intrighi - per  farti sprofondare nell'abisso e sono così motivati da arrecare presso gravi danni. Svariati sono i motivi per cui ciascuno di noi dovrà rallentare a causa di un incantesimo insidioso - una storia finita male è uno di questi, io ne so qualcosa - ma l'importante è procedere sempre a testa alta e senza mai deviare dal sentiero, anche se la vista è un po' appannata dalla nebbia della delusione per essere stato abbandonato da quelli che credevi fidati compagni. Cari miei, ho imparato da tempo che per quanto sia sincero il sentimento che ti lega a un amico, su uno solo potrai contare in ogni istante della tua vita fino alla fine dei tuoi giorni: te stesso e su me stessa ho intenzione di fare grosse puntate quest'anno...
In primis, questo mese, terminerò i miei esami e, senza indugiare, comincerò la tesi, ma nel frattempo riprenderò un lavoro importantissimo che ho dovuto interrompere a causa della vicinanza di quest'ultima sessione, ma il cui sviluppo è ben chiaro nella mia mente, così come il fatto che lo porterò avanti assieme a una storia tutta nuova che mi elettrizza e a cui si aggiungono dettagli ogni giorno nella mia mente mentre studio, mentre aggiorno il blog, mentre mangio... Questi piccoli frammenti di mondo sono tutti riuniti nel mio nuovo taccuino, fissati per ricordarmi che quando avrò compiuto il mio dovere, potrò dedicarmi a quello che amo per un bel po' e senza intoppi.
Dunque, è giunta l'ora di rimboccarsi le maniche per perseguire i miei obiettivi: la strada è lunga, ma non si può dire che sia noiosa e, anche se i membri della mia compagnia di un tempo si sono dispersi, confusi da un maleficio che risuona ancora nelle loro orecchie e che mi rende ormai un'estranea ai loro occhi, poco male... Significa che non valevano un granché e che ho fatto la scelta giusta quando ho abbandonato la vecchia via per stare con il mio principe: insieme siamo invincibili ed è per lui e per chi mi ama e per me - non per far dispetto a mostri, maghi o amici stregati - che ce la farò a raggiungere tutti i miei obbiettivi.
Questo è un mese meraviglioso, gente, metteteci tutto l'entusiasmo che potete in ciò che state facendo e settembre, grazie all'alone magico che accompagna tutti gli inizi, vi ricompenserà.
Buon lunedì a tutti voi e che possiate trovare solo fate sul vostro percorso.

domenica 31 agosto 2014

Settimana di Felicità, Nonostante Tutto

Non è facile sentirsi di buon umore quando stai male: sabato scorso mi sono svegliata in piena notte, battendo i denti. Mi sentivo come se mi fossi addormentata in un letto di ghiaccio: coprirmi con svariati maglioni e aggiungere coperte non è servito a eliminare quel malessere che mi gelava da dentro. Presto il freddo ha lasciato il posto a una febbre caldissima e ho passato i giorni successivi a trascinarmi dal letto al divano, visto che non stavo in piedi, tuttavia ho provato a non abbattermi e mi sono fatta dei regalini per non deprimermi nella mia inerzia forzata, procurandomi così la mia piccola porzione di gioia settimanale.


Lunedì sono finalmente arrivati due libri che cercavo da una vita: "Ossessione" era l'unico libro del Re che mi mancava... letto questo, li avrò letti tutti e sono felice di aver reso questo tributo al mio scrittore preferito. Avevo cercato questo testo in lungo e in largo, trovandolo a prezzi improponibili e infine sono riuscita a reperirlo su un sito di libri usati a soli 3 euro! L'altro è un vecchio libro di un altro artista che adoro e che, purtroppo, ci ha lasciati: Ray Bradbury. Ho già letto i racconti di questa raccolta e posso affermare con cognizione di causa che sono tra i più belli mai scritti, un concentrato di emozioni fortissime e mai scontate.


Martedì, incapace di svolgere qualsiasi attività che non fosse fissare uno schermo, ho visto un film in cui non riponevo molte speranze e che invece mi ha lasciata di stucco da tanto è divertente, ironico, ben recitato e congegnato: Grand Budapest Hotel... ve lo consiglio vivamente. Non si può certo dire che Wes Anderson non sia un regista interessante!


Giovedì sono arrivati questi film... La mia cotta per Norman Reedus è di dominio pubblico, quindi non c'è bisogno che aggiunga altro. L'unico problema è che dovrò aspettare un po' prima di visionarli, visto che il prossimo esame è vicino e che devo studiare a tempo piano, a causa dell'influenza che mi ha rallentata...


Non appena sono stata meglio sono corsa a fare la mia donazione alla A.I.S.L.A. e questo piccolo gesto mi ha risollevata del tutto dal torpore della convalescenza: sono contenta di aver difeso l'Ice Bucket Challenge fin dall'inizio e lo sono ancora di più di essermi sbagliata nel criticare prematuramente la mancanza di generosità degli italiani: anche qui ci siamo dati parecchio da fare e i risultati si sono visti... Ringrazio tutte le belle persone che hanno aderito, una ad una, dimostrando a tutti i criticoni che si sbagliavano con una bella lezione di umanità... E se qualcuno mi nominasse, la prossima donazione la farei all'ALS che ha messo in moto il tutto.




E infine è arrivato il sabato... Dopo una settimana di brodini e ricottine (ma anche un chilo di meno: grazie influenza!) ho festeggiato il compleanno di babbo mangiandomi una bella fettona di Torta Pinguì e dopo mi sono presa il lusso di accantonare i libri per un po' per uscire con il mio Amore, che mi ha fatto un altro bellissimo regalo: le meraviglie coi tacchi che vedete al centro... Sono una ragazza fortunata e felice e, malgrado lo stress dato dallo studio e dall'impossibilità di lavorare alla mia nuova storia fino alla fine degli esami, oggi mi sento davvero in pace col mondo... Buona domenica a tutti! 

sabato 30 agosto 2014

Guest Star n° 7


Se ancora non vi siete imbattuti nei ritratti delle guest star di Alo, significa che mi seguite da pochissimo o che siete molto distratti... Poco male: QUI  troverete tutte le spiegazioni del caso. Il ritratto raffigura Yann, uno dei nostri sostenitori che si è guadagnato un posto nell'albo (sempre che il 100% venga raggiunto).
Non so se è la febbre che è appena passata, o lo Spleen di Baudelaire che mi tormenta per un esame imminente (e molto complesso), ma ultimamente sono piuttosto pessimista: la locomotiva rischia di restare ferma in stazione se qualcosa non si smuove, vanificando tutto il lavoro di questi ultimi mesi. A chi mi legge, o semplicemente mi conosce,  non chiedo un grande sforzo, ma di attivare un passaparola serrato: condividere i contenuti pubblicati su questo blog e sul sito della casa editrice Sandawe per voi comporta solo un click, per noi fa la differenza tra il successo e il fallimento di questa iniziativa. 
Mancano solo 3 mesi alla data di chiusura del crowdfunding: nel tempo che ci separa dalla scadenza, noi pubblicheremo i rimanenti ritratti e quasi di certo promuoveremo un ultimo concorso o posteremo una nuova copertina... voi, nel frattempo, aiutateci a diffondere il nostro progetto in rete, condividendo e commentando più che potete: il destino di Alo è nelle vostre mani, non lasciatelo soccombere.

venerdì 29 agosto 2014

Ana Somnia


Il tumblr di Skiribilla è sempre stato uno dei miei preferiti in assoluto: quando ho bisogno di far respirare la mente, mi guardo le bellissime immagini pubblicate su questo spazio e nella mia testa esplodono mille mondi... Le foto, i disegni e i link sono accuratamente selezionati e sono quasi sempre pura poesia.
Oggi mi è capitato di ripensare a un contenuto che vi trovai circa tre anni fa e mi sono domandata se fosse ancora in rete: lo è ed è QUESTO... Mi è tornato in mente perché si tratta di una pagina interattiva suggestiva, onirica, quasi magica e ho proprio bisogno di perdermi un po' in momenti come questo, in cui devo restare concentrata su una mole impressionante di libri per almeno 10 ore al giorno per preparare gli ultimi esami e, di conseguenza, mettere in stand-by ciò a cui tengo di più: la vita vera là fuori e tutti i progetti di scrittura iniziati quest'estate.
Quando lo stress comincia a far lampeggiare un immaginario, ma rumoroso allarme, è bene staccare la spina per qualche minuto e lasciarsi trasportare in un luogo in cui le scadenze non esistono e si è liberi di prendersi il proprio tempo.
Fatelo anche voi, se vi va: entrate nella stanza, premete l'interruttore che la bambina vi indica e... cominciate a sognare, possibilmente a luce spenta! Io mi sono sentita un po' strana dopo la visione (che potete interrompere quando volete), ma ispirata e riposata, come rigenerata da un lungo sonno e, credetemi, dopo un intero manuale sulla metrica è proprio quello che ci vuole!  

giovedì 28 agosto 2014

Worst Finale Ever?

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Sette anni fa ho iniziato a guardare True Blood e ho continuato a seguirlo fino alla fine per un motivo ben preciso: la saga di Sookie Stackhouse scritta da Charlaine Harris (da cui è tratta la serie di Alan Ball) risponde a un quesito che - in decenni di letteratura sui vampiri - nessuno si era mai posto seriamente e ha trovato una risposta magistrale. 
La domanda in questione è: "E se..." - tutte le storie che funzionano cominciano con una buona risposta a un "e se" - "E se i vampiri non avessero più bisogno di nutrirsi di esseri umani e provassero a integrarsi tra loro?". L'idea del sangue in bottiglia sintetizzato dai giapponesi è fantastica e la decisione di ambientare il tutto in uno stato del sud, estremamente conservatore, ha consentito di introdurre la tematica del razzismo, mettendo i vampiri - e le creature che si aggiungeranno in seguito - nel ruolo dei "diversi" che lottano per essere accettati. 
Secondo me c'era tutto per realizzare un'ottima fiction, considerato anche quel capolavoro che Ball ha tirato fuori con Six Feet Under, ma qualcosa non ha funzionato e le tematiche forti che avrebbero dovuto reggere il tutto si sono perse in favore di svariati escamotage per infilare ovunque scene di sesso spesso ai limiti del ridicolo più che eccitanti. Intendiamoci, io sono tutto tranne che moralista, ma quando guardo una serie ci tengo alla trama, altrimenti opterei per un porno. 
Detto questo, ci sono stati degli spunti e dei personaggi interessanti: Lafayette - che nella versione cartacea muore praticamente subito - è un bel comprimario, Jessica è adorabile, alcuni "cattivi della porta accanto" (come la madre di Hoyt) li uccideresti davvero con le tue mani e anche l'idea dell'epidemia di Epatite-V alla base dell'ultima stagione non è male, ma la fine... So che molti si sono indignati per questo finale, mentre io lascio l'indignazione per questioni più gravi e mi limito a dire che è stato piuttosto deludente e che - secondo me - è in netto contrasto con una delle due tematiche che vi ho enunciato. 
Non so come l'autrice abbia deciso di terminare la saga - sto leggendo i libri, vi farò sapere - ma vedere Sookie che uccide l'amore della sua vita mi ha fatto storcere il naso perché mi è parsa una scelta forzata per dipingere un quadretto di normalità in conclusione che stucca non poco. Perché forzata? 
Bill vuole morire perché pensa che finché ci sarà lui Sookie non potrà mai avere una vita tranquilla e - naturalmente - nemmeno dei bambini, insomma, non vuole precluderle la serenità e una famiglia perciò decide di rifiutare la cura all'epatite V che lo sta consumando e chiede all'amata di dargli la "vera morte" con la sua luce (così anche lei si libererebbe del suo potere e non sarebbe più una fata), ma Sookie - dopo avergli dichiarato il suo amore mille volte - opta per il classico paletto...
Dunque resta una fata e dato che è questo l'aspetto che ha sempre attirato guai su di lei, la morte di Bill è inutile in questo senso: restando ciò che era, la ragazza non sarà mai al sicuro perché continuerà ad attirare pericoli come prima. 
Già questo smonterebbe tutto, ma passiamo al fattore emotivo: se voi sapeste che c'è una cura infallibile e immediata per una malattia che sta uccidendo l'amore della vostra vita, lo lascereste davvero morire "per il vostro bene"? Io no e i discorsi alla base di questa scelta mi sembrano fuffa per motivare una scena ad effetto, in netto contrasto col fatto che Bill è diventato così umano che Sookie riesce a leggere i suoi pensieri. 
Passiamo infine all'allegro finale dove i sopravvissuti di Bon Temps si riuniscono a tavola per il giorno del Ringraziamento, tutti felicemente sposati/accompagnati e con figli, la nostra Sookie in dolce attesa, sposata a chi non ci è dato di sapere... Questo "happy ending" mi ha fatto pensare a una cosa sola: tutte le relazioni di Sookie con creature "diverse" sono fallite e per trovare la felicità la protagonista ha dovuto sposare un umano e mettere da parte ciò che lei è... dunque l'integrazione è fallita
Solo i comprimari "ai margini", quelli che hanno alle spalle relazioni "normali" disastrose (o non ne hanno, come nel caso di Hoyt, che con quella madre di problemucci ne ha avuti già abbastanza) - Lafayette (ex spacciatore) e Arlene (un tipo piuttosto leggerino) - possono farsela con un vampiro, ma il personaggio principale deve rientrare nella società e ricalcare i modelli che il principio della storia sembrava voler demolire: è diventata una rispettabile signora del sud accettata da tutti, lasciandosi alle spalle vampiri, lupi mannari (Alcide sarebbe stata una soluzione molto meno bacchettona, a mio parere) e quant'altro, insomma, in questa chiusura ci vedo la confutazione dell'idea originaria... 
Spero che i libri non mi deludano così tanto perché - al di là del ragionamento che vi ho appena propinato - sono d'accordo con tutti quelli che dicono: WORST FINALE EVER!

mercoledì 27 agosto 2014

I Danni del Politically Correct


Prima di trattare l'argomento occorre fare una precisazione: io sono sempre stata, sono e sarò sempre una sostenitrice dei diritti degli omosessuali e perciò spero che non fraintendiate quello che sto per dire.
I media - per fortuna - si stanno adeguando all'idea di una nuova società in cui le coppie gay non sono più un fenomeno da additare e di questo sono felice, sono meno felice del fatto che - invece di inventarsi personaggi e situazioni che introducano con naturalezza questo nuovo elemento nelle storie - produttori e sceneggiatori si lascino tentare dal politically correct e cambino le carte in tavola per accattivarsi una fetta di pubblico in più.
Sì, sto parlando di Daryl Dixon di The Walking Dead e della definizione della sua identità sessuale. Quando ho letto il primo articolo sull'argomento ho formulato una mia ipotesi: a Kirkman è stata fatta una domanda diretta - ovvero se Daryl potesse essere omosessuale - e lui è stato possibilista, restando sul vago. Come immaginate, se avesse detto un "no" netto sarebbe stato travolto da uno tsunami di insulti ed etichettato come omofobo, perciò sono convinta che la sua risposta sia stata obbligata e che per prendere una decisione in proposito saranno vagliate le opinioni del pubblico: l'orientamento sessuale di Daryl lo deciderà la maggioranza.
Il fatto è che non è vero che nella caratterizzazione del personaggio ci sia dell'ambiguità: una scena di un bacio tra lui e Carol è stata tagliata e il suo atteggiamento nei confronti di Beth non era fraterno nell'ultimo episodio che li ha visti insieme, perciò vedo questa virata come una forzatura e quando si prende questa piega di solito i risultati non sono buoni... ho già visto questa tecnica in True Blood con effetti disastrosi. Nell'ultima stagione - probabilmente rendendosi conto all'ultimo momento di aver inserito soltanto storie d'amore etero - gli sceneggiatori hanno reso gay un personaggio che non lo era (James) inventandosi un background imbarazzante tanto era poco credibile e dandomi l'impressione di aver messo un rattoppo soltanto per evitare eventuali proteste. Questa è una cosa che davvero non sopporto: se non si è più liberi di scrivere quello che si vuole perché ci sarà sempre un gruppo scontento di una determinata scelta, allora il peso del politically correct influenzerà sempre di più la qualità della storia e alla fine questa non conterà più niente e ci ritroveremo con prodotti che non offendono nessuno e che ci annoieranno mortalmente per la loro mediocrità.
Tornando a The Walking Dead io la butto lì, ma... Invece di cambiare ciò che funziona e piace perché non inserire un bel personaggio gay, visto che nel fumetto c'è già? Voi potete essere d'accordo o meno: non sarò mai un baluardo del politicamente corretto, ma lo sono della libertà di opinione.

martedì 26 agosto 2014

La Sindrome del Benaltrismo

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Senza dubbio fra tutte le sindromi è quella che più mi infastidisce, anche perché mi ricorda parecchio quella del Gregge Mannaro... Si può applicare a qualsiasi argomento, ma visto che il tema è ancora caldo, torniamo a parlare dell'Ice Bucket Challenge.
Tutti quelli che criticano questa fantastica iniziativa - oltre ad essere molto disinformati e a parlare per sentito dire - cercano di demolirla con paragoni a dir poco imbarazzanti in cui il "ci vuole ben altro" la fa da padrona.
I più contestano i divi di Hollywood, sostenendo che hanno accettato la sfida soltanto per ottenere visibilità e trarne un vantaggio ed è qui che a mio parere arriva l'aspetto più paradossale: alcuni "vip" italiani hanno colto la palla al balzo intercettando questi commenti e si sono prodigati a farsi filmare mostrando assegni e facendo la morale a tutti quelli che prendono una cosa seria con leggerezza.
Sto parlando del ballerino Kledi Kadiu e di Luciana Littizzetto, ma sono certa che presto altri si aggiungeranno al coro. Il primo - prodotto di una tv spazzatura che ha fatto tanto male alle menti degli italiani - non lo sentivo rammentare dal trailer di "L'Uomo che usciva la gente", perciò penso che la visibilità che gli ha portato l'accorato messaggio gli abbia fatto più comodo rispetto a un Ian McKellen, tanto per dirne uno. Riguardo alla seconda, non c'è bisogno che sottolinei quanto sia di cattivo gusto - almeno per una persona che è stata al centro delle polemiche per i suoi guadagni stellari - donare una cifra tanto modesta e vantarsene pure.
Il fatto è che stiamo paragonando l'Italia con gli Stati Uniti: è per questo che si è persa l'esatta visione delle cose. Negli Stati Uniti la sfida ha funzionato alla grande e ha portato una montagna di denaro alla ricerca, grazie a tante persone che si sono davvero meritate il successo e che si mettono sempre in gioco per aiutare il prossimo. In Italia anche le idee più lodevoli finiscono in farsa perciò tutto si è risolto nel puntarsi il dito a vicenda e a tuonare che "ci vuole ben altro"... Per esempio?
"Donare senza mettersi in mostra" dicono alcuni. Sì, d'accordo... Ma come si fa a porre l'attenzione su un determinato problema se non si inventa qualcosa per pubblicizzarlo?
"Aiutare l'Africa". D'accordissimo, ma sorvolando sull'acqua sprecata per le secchiate (sì, è stato detto anche questo... Sigh!), secondo questa logica non si dovrebbe più aiutare la ricerca e concentrarsi soltanto sugli aiuti umanitari... oppure non aiutare nessuno per non fare torto a chi ha più bisogno. Ve ne rendete conto da soli di quanto sia stupido questo discorso, vero?
Io ho una mia teoria: tutti quelli che si scagliano contro il successo di un'iniziativa che ha portato solo cose buone e coinvolto gente famosa e non in tutto il mondo, unendola sotto una giusta causa, hanno un complesso d'inferiorità che deve essere colmato sminuendo gli altri... Tutta questa cattiveria a fronte di tanto denaro raccolto per combattere una malattia spaventosa può essere dovuta solo alla frustrazione, non riesco a spiegarmela in altro modo perché neppure di fronte ai dati ufficiali riesci a distogliere gli infervorati della rete dal loro mantra: "Ci vuole ben altro"... peccato che questo ben altro - nel loro caso - si concretizzi nel continuare a non far niente, limitandosi a criticare chi ha avuto il coraggio di fare.
Io lo dico sempre che la mediocrità (ampiamente dimostrata dalle affermazioni dei benaltristi) è una delle cause dell'immobilismo del nostro paese ed è ben esemplificata dai nostri scarsissimi "divi" che sono dilettanti se confrontati con gli attori di Hollywood che qui sono tanto disprezzati.
Vi saluto con il contributo di Luke Evans, un attore che è sempre pronto a metterci la faccia per una causa importante e che - prima di arrivare dove è arrivato - ha fatto una gavetta di circa 10 anni di teatro, canta meglio di parecchi che qui cantano di mestiere e, tuttavia, non parla mai come se fosse Dio in terra come tutti gli appartenenti alla categoria che vi ho appena illustrato.
Un'ultima cosa: state sereni e impiegate le vostre energie per diventare persone migliori, invece di incattivirvi contro chi agisce... forse, tanto per cominciare, una bella secchiata d'acqua gelata vi farebbe proprio bene.