lunedì 20 ottobre 2014

Alo, Alo e ancora Alo


Gli investitori francesi stanno facendo di tutto affinché Alo del Vento veda la luce: mancano soltanto 42 giorni alla chiusura e siamo al 32%... 
Ci vorrebbe un miracolo, ma io nei miracoli un po' ci credo e credo anche parecchio nella storia che ho realizzato perché ci ho messo dentro cuore, anima e tutta la mia passione, traendo ispirazione dalle opere che più mi hanno entusiasmata quando ancora ero troppo giovane per decidere che la scrittura sarebbe stata la mia vita. Ve ne cito due in particolare: il celebre "Ombre Rosse" (che a sua volta prende spunto da "Boule de Suif", una novella di Maupassant, l'autore che ho scelto per la mia prima tesi di laurea) e la miglior serie animata mai prodotta, ovvero Cowboy Bebop
Qui sopra potete ammirare uno dei macchinari progettati da Henri Dulac, la ruspa che i nostri eroi utilizzeranno nella missione di salvataggio che sono stati chiamati a compiere, ma presto vedrete anche altro... La scena che Giulio sta preparando come ultimo regalo a tutti coloro che sostengono il nostro progetto è un chiaro omaggio al film, mentre l'atmosfera steampunk che caratterizza il fumetto non può non ricordarvi la serie... 
Se non l'avete mai vista, provvedete a colmare questa lacuna e iniziate la settimana in allegria facendo 2 cose:

1) Ascoltate questo motivetto per entrare nella giusta atmosfera


2) CLICCATE QUI e aiutateci, pensando che con un investimento ridicolo potreste accaparrarvi 2 illustrazioni originali (non vi capiterà mai più nella vita), che vi mostro un'altra volta per dimostrarvi che ottima idea sarebbe dare una piccola spinta alla nostra locomotiva. Lustratevi gli occhi, dunque, partecipate e passate una nuova giornata. 

domenica 19 ottobre 2014

Toujours Heureuse!

Sto scrivendo più che posso e lavorando a nuove sorprese: ne saprete di più giovedì prossimo. Nel frattempo vi anticipo che forse dovremmo separarci per qualche giorno per poi incontrarci di nuovo da un'altra parte...
Questa settimana è stata molto densa e spesso è stata dura far fronte agli impegni che si sono accumulati nel tempo. So già che i prossimi giorni saranno ancora peggio, ma non ho intenzione di mollare anche perché - seppur oberata da svariate incombenze - ho potuto gioire di parecchi momenti intensi ultimamente. Eccovene il solito riassunto tramite le immagini che sintetizzano ciò che li ha resi speciali. 
La vita è splendida: godetevela.


Lunedì mi sono imbattuta in un nubifragio impressionante, ma - prima di ciò - un amico con cui ho condiviso un percorso si è laureato con lode e ne sono stata contenta come se ci fossi stata io al suo posto: è meraviglioso veder conseguire ottimi risultati alle persone che se lo meritano davvero. Ritrovare i compagni con i quali ho passato la miglior esperienza universitaria della mia vita e festeggiare tutti insieme Andrea è stato davvero bello e poi... tra qualche mese toccherà di nuovo anche a me.


Il giorno successivo al temporale mi sono ritrovata a passeggiare sotto un cielo rosa e vi posso giurare che questa foto non rende giustizia al colore di quella particolare serata... mi sembrava di essere sotto la volta di zucchero filato che ho descritto in una delle mie storie e non ho potuto fare a meno di ammirarla a lungo, pensando che se accadono certe magie è giusto indugiare sui propri sono, anche se tardano a realizzarsi.


La presenza immancabile a casa Santi è sempre lui, Pandoro, il nostro gatto adottivo che sta diventando sempre più rotondo: ci sono arrivate voci nuove delle sue prodezze mangerecce... pur di nutrirsi si avventura in un giardino dove due pitbull fanno la guardia, rubando loro il cibo quando si allontanano. Lo adoro! Di primo mattino mi mette addosso un'allegria indescrivibile ed è un'ottimo antidoto allo stress, visto che è morbidissimo e che è un piacere abbracciarlo. 


Adoro farmi fotografare, soprattutto se lo scenario è quello che vedete qui sopra. Sabato mattina mi sono sentita una fatina, perfettamente a suo agio nel suo mondo incantato, mentre posavo in questo luogo incredibile. Ne saprete di più a metà settimana...


Cosa sarebbe la vita se non potessi fare la scema ogni tanto? Eccomi qui da Decathlon che - impavida del pubblico ludibrio - poso in versione cow-girl con tanto di cappello e frustino (gli stivali sono miei). Non sarò un'intellettuale credibile, ma non me ne importa un granché: preferisco divertirmi un mondo... a domani e buona domenica, amici virtuali e non.

sabato 18 ottobre 2014

La Sorpresa - Quinta ed Ultima Parte

E siamo arrivati al finale: avete iniziato a leggere martedì e tra poco scoprirete il destino del nostro venditore senza nome, ma prima di lasciarvi facciamo ancora quattro chiacchiere...
Innanzitutto, siete passati a dare un'occhiata al CONCORSO? Io mi darei una mossa: con 10 euro potete al massimo pagarvi un biglietto del cinema, non vi sognereste mai di accaparrarvi due originali a un prezzo così ridicolo, no?
E, a proposito di cinema - questa cosa volevo dirvela da domenica, ma ogni volta mi passava di mente - sono andata a vedere Lucy di Luc Besson...


...non che mi sia dispiaciuto, ma mi è sembrato un assemblaggio di parecchi spunti già visti, messi insieme nel tentativo di generare qualcosa di diverso senza mai riuscirci. In particolare il finale - un dettaglio specifico del finale - mi ha fatto venire in mente all'istante Kill Switch, un episodio di The X-Files che mi era rimasto impresso proprio per quella peculiarità... ma come ha detto il mio fidanzato, possiamo testimoniarlo  solo io, l'agente Mulder e il regista che l'ha ripreso quindi - dato che sia io che Fox non siamo molto credibili - questa confidenza resterà tra noi. 
Ci sono altre due cose che vi volevo segnalare a proposito di questa esperienza al cinema (oltre al fatto che Morgan Freeman non è solo bravo, ma ha anche un agente che spacca visto che è in ogni dove): la gente in sala non ha capito il riferimento all'ominide Lucy, ma ha riso alle battute (battute!?) del trailer del nuovo film (film!?) di Paolo Ruffini e questi due elementi dovrebbero renderci inquieti sul destino dell'umanità.
Ma adesso è giunta l'ora di regalarvi il finale del mio raccontino e di augurarvi il migliore dei week-end: grazie per la compagnia.

LA SORPRESA - Parte Quinta


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Mise a soqquadro l’appartamento, imprecando ogni volta che l’illusione di averlo trovato era tradita: gli sembrava che le lancette del Rolex scorressero più veloci soltanto per fargli dispetto e non trovò di meglio che spedire un treno merci di epiteti contro la rossa tutta-lentiggini che lo aveva condannato. 
Sbatté l’orologio a terra e lo calpestò: lo fissò con la testa fra le mani, considerando che ormai era da buttare, quando fu colto da una nuova ispirazione: i rifiuti! Ma certo! Quel dannato foglio non poteva che essere lì!
Si precipitò al secchio dell’immondizia e iniziò a scavare: non si era mai perso dietro a quelle stupidaggini della raccolta differenziata, così dovette rimestare in mezzo a gusci d’uova, residui di grasso e foglie di insalata avvizzita, prima di ritrovare il documento che gli serviva, unto e stropicciato, ma ancora tutto intero. 
Mancavano cinque minuti… Se la sarebbe cavata anche stavolta! 
Lo compilò con i suoi dati veri e si precipitò alle Poste, sfrecciando sulla sua Porsche cento chilometri oltre il limite della velocità, infrangendo tutte le regole sul manuale della sicurezza stradale e forse anche di nuove. 
Parcheggiò in doppia fila e si precipitò all’ultimo sportello aperto – già in chiusura – porse il foglio all’impiegata che gli dava le spalle, ma quando lei si voltò, lui impallidì.
Era la ragazza madre che aveva licenziato due settimane prima… Lei lo guardò con un misto di disgusto e compiacimento mentre lui le diceva con occhi imploranti:
“Per favore… le sette sono passate solo da trenta secondi”
“Mi dispiace: quando non si risolve in tempo si deve pagare!” disse lei.
E gli sbatté lo sportello in faccia, impedendogli di replicare.

venerdì 17 ottobre 2014

La Sorpresa - Quarta Parte

Prima di lasciarvi alla penultima tranche del racconto che ho iniziato a narrarvi martedì (QUI), vi ricordo che - oltre a Victoria - il premio in palio per il nostro nuovo concorso sul sito della casa editrice Sandawe comprende di nuovo l'illustrazione originale di Sapphire
Il generoso sostenitore che l'ha vinta, infatti, tiene così tanto a veder realizzato il progetto che ha deciso di cederla nel tentativo di stimolare i nostri investitori a sostenerci con maggiore generosità. 
In sintesi, con un investimento di soli 10 euro, potreste aggiudicarvi 2 ORIGINALI
Io mi affretterei a cliccare su QUESTO LINK se fossi in voi.



Fatevi un bel regalo, prima di scoprire qual è la sorpresa...


LA SORPRESA - Parte Quarta

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Il mattino dopo sussultò nel guardarsi allo specchio: aveva la gola gonfia come se gli fosse venuto il gozzo e la voce era così arrochita che riusciva a malapena a parlare. Non poteva accadere proprio a lui: in fondo non era così vecchio e aveva sempre fatto sport, seguito diete… Cristo! Non fumava neppure! Il dottore… Doveva andarci subito. Pensò di telefonare, ma accantonò immediatamente l’idea: sarebbe passato davanti a tutti con una scusa, come al solito. Si avviò verso la porta, contento di aver mantenuto la sua arguzia, ma si bloccò vedendo il pacco… il cartone era forato e i lembi irregolari dell’apertura erano rivolti verso l’alto, come se qualcuno l’avesse sfondato dall’interno. Una scia giallastra tracciava un circuito sul suo parquet che si dipanava dalla scatola fino al suo letto. Si toccò il torace depilato, impiastricciandosi le dita con quella sostanza umida e appiccicosa e un pensiero orribile gli balenò in mente: forse non ci sarebbe stato bisogno di simulare un’urgenza stavolta.
I giorni, le visite e gli esami si susseguirono: la risonanza aveva rilevato un corpo estraneo all’interno della sua gola. Non operabile. Questa erano le parole che gli ronzavano attorno alla testa come un valzer tra due insetti molesti. 
Era colpa di tutta-lentiggini, era chiaro: non le aveva parlato di qualche clausola in calce, quelle che nessuno legge mai… fregato da una semplice venditrice! E scarsa per di più! Non gli restava che aspettare: un ulteriore smacco per che uno che non si era mai fermato in vita sua.
Radunò tutti i sonniferi che riuscì a trovare e li rovesciò in un bicchiere, aggiungendovi qualche compressa di ecstasy: sicuro che il mix di farmaci fosse letale, se lo portò alle labbra senza esitazioni, ma non appena tirò indietro il capo per inghiottire fu folgorato da un’idea geniale. 
Si ficcò due dita in gola e sputò il suo cocktail di porcherie sul tappeto, tossendo e ridendo, come se avesse appena ascoltato la barzelletta più spassosa del mondo.
Il diritto di recesso! Come aveva fatto a non pensarci! Era il quattordicesimo giorno e se avesse trovato il documento e fosse riuscito a spedirlo in tempo si sarebbe liberato di quella cosa, ne era sicuro. 

giovedì 16 ottobre 2014

La Sorpresa - Parte Terza

Abbiamo superato insieme la metà della settimana e del racconto (QUI ne trovate l'inizio).
Io mi sto dando da fare su più fronti e le giornate passano decisamente troppo in fretta, ma sento che sto lavorando bene e questa è la cosa più importante: comunque vada, potrò dire - e senza abbassare lo sguardo  - che ce l'ho messa tutta... 
L'aspetto da scrittrice alternativa intanto ce l'ho: lunedì sono stata travolta da una sorta di uragano a Pisa e da allora i miei capelli non si sono più ripresi... Con l'acconciatura che mi ritrovo adesso potrei tranquillamente candidarmi per il ruolo di una delle Misfits (in particolare la prima a destra) nel film di Jem e le Holograms, non so se rendo l'idea:

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Prima di lasciarvi al brano di oggi, vi ricordo che sul sito della casa editrice Sandawe c'è un concorso ancora in atto QUI troverete tutti i dettagli. 
E adesso... Buona lettura!

LA SORPRESA - Parte Terza

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Sorrise soddisfatto: sì le avrebbe detto proprio così.
Aveva cancellato dalla sua mente il contratto da un bel po’ quando trovò un pacco davanti alla porta. Non realizzò subito. Il primo sguardo a quell’involucro color cancrena lo inquietò non poco, ma quando capì di cosa si trattava si dette dello stupido da solo: era la “sorpresa” di cui gli aveva parlato tutta-lentiggini. Portò dentro il pacco, fischiettando, e lo abbandonò in un angolo, senza la minima intenzione di rispedirlo indietro…
Quella notte dormì male: l’aveva tirata per le lunghe con una nuova promoter appena maggiorenne, ma non a fare ciò che avrebbe voluto… Lei era piombata nel suo ufficio per licenziarsi, scandalizzata dalla vergognosa postilla in calce ai contratti che doveva far firmare ai clienti. 
Che scocciatura! Lui non le leggeva mai le note in calce… tanto c’era sempre un mezzo per contestarle. Finse di avere una spiegazione per tutto, come faceva sempre… Di solito funzionava con le ventenni spiantate con un rapporto conflittuale col padre che lui selezionava con cura, ma la ragazzina in questione non era tipo da farsi gettare fumo negli occhi e fu costretto ad assecondarla per farla smettere di starnazzare: l’avrebbe congedata con una buonuscita e avrebbe annullato i contratti che aveva concluso durante la loro collaborazione… o almeno così le disse. La procrastinazione è l’unica arma efficace contro gli onesti: prima o poi anche loro si stancano di chiedere e rinunciano per sfinimento.
Era scocciato di non essere riuscito a manipolare quella mocciosa che dimostrava ancor meno della sua età, visto che per tutta la vita si era considerato il manipolatore per eccellenza, colui che con la sua favella poteva vendere legna da ardere al diavolo, ma non era solo quello… si trovava in un dormiveglia agitato da strane sensazioni: gli era parso che qualcosa di viscido gli camminasse sul petto, solleticandolo con un filare di microscopiche zampine e poi aveva sentito una sostanza umida bagnargli le labbra. Quando deglutì sentì un bolo solido scendergli in gola assieme alla saliva.

mercoledì 15 ottobre 2014

La Sorpresa - Parte Seconda

Nonostante una settimana fitta di impegni e incontri, ieri vi ho anticipato che vi terrò comunque compagnia su questo blog, pubblicando un racconto in pillole (QUI trovate la prima parte). 
Vi auguro buona lettura e vi invito a sostenermi sulla pagina della casa editrice Sandawe, dove la locomotiva di Alo si è rimessa faticosamente in moto, ma ha solo poco meno di due mesi per giungere a destinazione.

LA SORPRESA - Seconda Parte


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Bisognava ingoiare qualche rospo per raggiungere l’obiettivo. Era questo che t’insegnavano ai corsi motivazionali: lui ne aveva tenuti a centinaia, addestrando decine e decine di ragazzine come lei, piene di quell’entusiasmo che si spegneva al primo riepilogo del lunedì, quando i due terzi di loro – le più intelligenti – prendevano la porta e le altre finivano a turno nel suo ufficio, sbucciandosi le ginocchia nel tentativo di colmare lo scarto dal loro target e di conservare così il loro misero posto.
Una volta a casa, gettò il contratto nell’immondizia: non gli interessava l’offerta e non avrebbe mai spedito nessuna cartolina perché sapeva bene che questo non avrebbe comportato nessuna conseguenza penale. Gli avrebbero inviato un paio di lettere prestampate in tono vagamente minaccioso e poi sarebbe finita lì. 
Accese la tv e si mise a guardare una pubblicità in cui chiedevano denaro per la ricerca sul cancro: se lui si fosse ammalato – pensò – avrebbe voluto che tutti morissero con lui, dunque… che andasse pure a farsi fottere la ricerca! Questa considerazione migliorò il suo umore già ottimo: è facile essere allegri quando hai capito come funziona la vita e sei circondato da coglioni! 
Fu la prima di due settimane luminose e a quel contratto non pensò più, almeno finché non arrivò il primo catalogo. Lo ignorò come da programma, gettandolo nel cestino insieme alle notifiche di multe non pagate, alle bollette e a tutta l’altra posta inutile, quasi mai a suo nome. Non aveva un solo prestanome, ma un’intera riserva: gli bastava attingere tra i suoi dipendenti per stipulare un nuovo contratto d’affitto o di altro genere… poi se la sarebbero sbrigata loro. Non riusciva proprio a ricordarsi perché aveva dato il suo vero nome proprio a quella rossa tutta-lentiggini: ci rimuginò un po’ e concluse che non gli importava un granché.
Gli importava di quella ragazza madre da cui si sarebbe fatto supplicare la sera stessa per un deroga: adorava vedere quanto qualcuno potesse spingersi a fondo nel tunnel dell’umiliazione se aveva un altro essere umano a carico e il sapere che avrebbe potuto permettersi di chiederle qualsiasi cosa lo faceva sentire sulla vetta del mondo. 
Aveva già studiato tutto: l’avrebbe illusa quel tanto da strapparle una sveltina e poi l’avrebbe licenziata comunque, con una frase a effetto come: “Mi dispiace: quando non si risolve in tempo si deve pagare!”.

martedì 14 ottobre 2014

La Sorpresa - Parte Prima

Non fai in tempo a rilassarti un attimo che gli impegni si moltiplicano, crescono come un blob e ti travolgono, obbligandoti a pensare a un modo di liberarti di loro, se non vuoi soccombere... 
Lo studio, la tesi e un numero importante di pagine da scrivere ogni giorno non sono uno scherzo, soprattutto se hai anche una vita da vivere, gente da vedere e appuntamenti a cui non puoi mancare: la soluzione più logica sarebbe mettere in pausa La Spremuta d'Inchiostro fino a data da definirsi per dedicarsi alle incombenze più urgenti... e invece no! Ho deciso che questa settimana vi terrò compagnia in modo un po' diverso. 
Qualche tempo fa ho scritto un racconto breve per un concorso: non ha vinto, ma a me non dispiace, dunque ve lo propongo su questa pagina, diviso in cinque parti che pubblicherò da oggi a sabato. 
In mia assenza, se vi va, andate a fare una visitina QUI: il progetto ha avuto un'impennata, ma il vostro contributo è determinante... Buona lettura!

                                                   LA SORPRESA - Parte Prima

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Lui conosceva il segreto del venditore perfetto: bisognava spiazzare il cliente e spingerlo in una situazione senza via d’uscita, come quando termini un litigio sbattendo la porta in faccia a qualcuno, impedendogli di replicare.
Essendo il migliore in circolazione, quasi si intenerì di fronte alle tecniche rozze di quella ragazzina dal viso pulito.
“Guardi che è un’ottima offerta” gli disse “Lei ora si prende tre libri nuovi a un prezzo ridicolo e ogni mese le arriverà il nostro catalogo…”
“E devo ordinare qualcosa ogni volta?” chiese lui, sapendo già la risposta.
Accompagnò la domanda con un sorriso da uomo di mondo e uno sguardo complice, una combinazione che credeva irresistibile per le ragazze di quell’età. Lei agitò le mani con la stessa foga di un imputato che vuole discolparsi di un omicidio.
“Oh, no! Lei è libero di non ordinare nulla, basta che ci mandi una cartolina in cui specifica di non voler ricevere la nostra sorpresa del mese” disse scandendo fin troppo le parole.
Lui finse di riflettere: adorava quel momento in cui teneva la venditrice del giorno sulle spine… di solito, dopo averla fatta parlare per una quarantina di minuti buoni, mostrandosi più che interessato, declinava l’offerta per bearsi di quel broncio che si dipingeva sui loro volti così giovani e adorabili, ma stavolta avrebbe fatto un’eccezione. Lei aveva un “non so che” che meritava di essere premiato: avrebbe buttato quei pochi spiccioli per strapparle un sorriso e lei sarebbe stata così contenta di aver chiuso il contratto che avrebbe fatto finta di niente anche se lui l’avesse sfiorata con disinvoltura nel restituirle la penna. 
E fu così che andò. 
Premette appena con la punta delle dita il bottoncino del suo capezzolo: lei si irrigidì, ma non ebbe il coraggio di dire nulla… non doveva aver concluso molti contratti ultimamente. 
Si limitò a ringraziarlo con voce atona, tirando le labbra in un sorriso forzato: la sua era l’espressione della resa.