venerdì 27 gennaio 2012

Sono tornata

Qualche mese fa, in un post che mi ha fatto un po' male rileggere poiché è stato scritto quando la mia vita era un tantino più tranquilla di adesso (non più felice, badate bene, semplicemente più tranquilla), avevo accennato alla realizzazione di tre nuovi progetti, inserendo alcune immagini esemplificative... Il pezzo in questione è QUESTO, mentre le immagini...

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Sì, sono queste... Ricordate? Sto parlando di circa quattro mesi fa e nel frattempo ne sono cambiate di cose, ma sappiate che il tornado che mi ha costretta a riorganizzare le mie priorità, non mi ha impedito di portare a termine uno di questi progetti: il primo, quello di cui sono più orgogliosa. 
La storia ve la racconterò in dettaglio quando avrò un po' più di materiale da mostrarvi e a quel punto vi svelerò anche l'identità del favoloso disegnatore a cui l'ho affidata, nel frattempo posso dirvi che gli studi dei personaggi mi fanno impazzire e che la concatenazione degli eventi mi rende orgogliosa poiché è venuta così, di getto,... era come se tutto fosse già pronto nella mia testa e aspettasse soltanto di essere liberato. Era da molto che non provavo questo affetto nei confronti di una storia e l'averla scritta mi ha fatto uscire da quel limbo di stasi in cui mi sono parcheggiata davvero troppo a lungo. Già, perché dopo "B" (questo è il titolo del progetto misterioso associato alla prima immagine), ho scritto anche

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"Master Magic" (che non è affatto ciò che sembra, credetemi :-)

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E "I tre dragoni", soggetto che ho curato con particolare amore, poiché è stato assegnato a un disegnatore davvero eccezionale, non solo per il talento, ma anche per l'entusiasmo con cui sta affrontando le tavole di presentazione (anche in questo caso vi svelerò l'arcano quando il dossier sarà finito ;-)

E i progetti 2 e 3? Sicuramente li riprenderò, ma prima devo terminare "Le fate di Kyoto" (che ho modificato e riscritto, cambiando molte scene e il finale) e una mini-serie in 8 puntate di cui vi anticipo solo il titolo: "Steak's Bit" perché voglio parlarvene più ampiamente fra qualche tempo... 
Avrete capito che sono tornata. Mi faccio viva il prima possibile perché devo dedicarmi alla traduzione dei dialoghi da inserire in un dossier che sarà pronto presto: la storia l'ho concepita più di un anno fa, ma anche se ho aspettato tanto per ricevere le tavole non ho mai pensato neanche lontanamente di sostituire il disegnatore e i fatti mi hanno dato ragione perché sto ricevendo delle pagine che sono uno spettacolo... Curiosi? Bene, a breve vi parlerò anche di questo... Stay tuned!

giovedì 26 gennaio 2012

Sceneggiatori vs Disegnatori


Vi segnalo i due post del 24 e del 25 gennaio scritti da Susanna Raule sull'argomento... Per chi ha pubblicato almeno un libro, i due elenchi di difetti di entrambe le categorie risulteranno spassosi poiché sono drammaticamente veri: né chi scrive, né chi disegna è scevro da difetti ed essendo umani può capitare di incorrere in imprevisti che ritardano il lavoro (o che lo portano alla deriva, nel peggiore dei casi). 
Riesco a comprendere benissimo le difficoltà oggettive a cui un disegnatore va incontro nella realizzazione di una tavola perché per un breve periodo ho provato a calarmi nei suoi panni - quando ancora non avevo deciso quale dei due ruoli ricoprire - e mi sono resa subito conto di non avere il talento necessario per diventare un'autrice completa... Non ho mai sminuito il compito di nessuno, né mi sono mai sognata di considerare un mio collaboratore come "una mano" da piegare alla mia visione del mondo e non ho problemi ad ammettere che è più semplice immaginare una pagina che trasformarla in realtà, tuttavia c'è una cosa che mi affligge (o meglio, che mi manda in bestia) quando penso alla difficile relazione che intercorre fra queste due figure, ovvero che quando si cerca di trattare la questione "professionalità" tutto finisce a tarallucci e vino in una strenua difesa della categoria d'interesse (e non mi riferisco ai post sopra citati, chiaramente ironici, ma a situazioni vissute in prima persona). 
A meno che alla base di una mancata consegna ci siano motivazioni veramente gravi, se il disegnatore si è preso un impegno con lo sceneggiatore e poi lo ha liquidato NON è un professionista: non ci sono "se" e non ci sono "ma"... ditemi in quale altro mestiere una persona può permettersi di sottrarsi alle sue mansioni senza perdere il posto. In Parlamento o nel pubblico impiego, direte voi, ma io non sto affatto scherzando. 
Per anni (prima di affidare i miei progetti a un agente) ho fatto il lavoro di tre persone: ho scritto, ho tradotto e ho presentato da sola i miei dossier senza mai chiedere niente in cambio, a parte il rispetto per il mio lavoro. 
Non sono mai stata troppo rigida per i ritardi, poiché capisco che l'ispirazione ha bisogno del giusto tempo, ma molto spesso chi si è barricato dietro questa scusa stava dicendo solo stronzate: gli artisti degni di questo nome (e ne ho conosciuti tanti) non si dileguano al richiamo della prima sirena e finiscono ciò che hanno cominciato, magari prendendosi più tempo del previsto, ma mettendoci tutta la passione di cui sono capaci ed evitando di lasciare l'altra metà della squadra nella merda (almeno nel mio caso, i rapporti con gli editor li ho sempre tenuti io)... Quindi, caro disegnatore: se una sceneggiatura non ti piace o ti sembra eccessivamente complessa, dillo subito... possiamo discuterne insieme e modificarla o, se proprio ti fa l'effetto di un lassativo, pazienza: il bello del nostro mestiere è che possiamo scegliere con chi collaborare... Ma se dopo 60 pagine di sceneggiatura, 120 pagine di traduzioni e un anno e mezzo di scambio di e-mail con l'editor per cercare di pararti il culo, tu fai fallire un progetto perché eri impegnato a farti gli affari tuoi... beh, allora non ci sono giustificazioni che tengano.
Mi dispiace, ma la difficoltà di una mansione non giustifica l'inadempienza: quando sento certe lamentele relative alla divisione dei nostri ruoli, mi sembra di essere tornata alle elementari... 
Credo che se tutti nel nostro ambiente (ma proprio TUTTI) prendessimo un po' più sul serio il fumetto, forse anche quelli che ne sono al di fuori lo farebbero.   

mercoledì 25 gennaio 2012

Fa strano non essere lì...


Ad Angoulême, intendo... Domani inizia la trentanovesima edizione e molti colleghi - più o meno famosi - sono già in viaggio da ieri, ma io resto qui e mi sento disorientata perché è la prima volta che salto questo evento da quando ho cominciato a scrivere seriamente... D'altronde non avrebbe avuto molto senso andare, visto che mi sono mossa troppo tardi per poter preparare in tempo e in modo adeguato i nuovi progetti, perciò a questo giro rinuncio con cognizione di causa, anche se a malincuore... Sto cercando di riorganizzare la mia vita e la mia testa e sono ben consapevole di non essere ancora pronta ad affrontare lo stress che il "viaggio della speranza" comporta, ma so che molti disegnatori che hanno lavorato con me ci saranno e che uno di loro riproverà a piazzare un vecchio progetto a cui sono particolarmente affezionata... QUESTO:



Emanuele ha fatto un lavoro sublime, ridisegnando e ricolorando tavole e copertina di sua iniziativa: lo zelo e la cura che ha messo nella realizzazione di questa nuova versione mi ha davvero commossa, poiché non è stato un granché come anno lavorativo, soprattutto per quando riguarda i rapporti interpersonali, perciò constatare che un amico ha amato così tanto un progetto comune da rinnovarlo completamente e spendersi per riproporlo, senza sollecitazioni di alcun tipo da parte mia, mi ha fatto provare una sensazione difficile da descrivere, ma che si avvicina molto alla gratitudine... 
Grazie alle splendide tavole di "Les Copains", nuove di zecca, mi è tornata la voglia di raccontare e già da qualche giorno sto cercando di buttare giù un piano d'azione fattibile per rimettermi in pari con tutte le storie che ho lasciato indietro e che mi stanno richiamando a gran voce... 
Il passato è andato, il futuro è imprevedibile, ma il presente è qui e bisogna lavorare sodo per non lasciarselo scappare... A domani, bella gente...   
    

martedì 24 gennaio 2012

Storie di Toscani...


Ne parlerò in modo più approfondito quando avrò finito di leggere tutte le storie contenute all'interno di questo volume, ma per il momento posso dirvi che sono davvero orgogliosa di aver partecipato a questo progetto sostenuto dalla Regione e sviluppato da Lucca Comics and Games, in collaborazione con la Scuola Internazionale di Comics di Firenze
Il titolo del volume dice già tutto: "Dal Risorgimento alla Resistenza - Storie di Toscani che fecero l'Italia" contiene 10 storie ambientate in Toscana tra il 1835 e il 1944, tutte realizzate da ex allievi della Comics sotto la supervisione del bravissimo Moreno Burattini, che è anche autore di uno degli episodi.   
Ad aprire le danze ci siamo Matteo Berton ed io con "Epistola", un racconto su Francesco Domenico Guerrazzi, patriota livornese caratterizzato dal fervore e dal coraggio tipici dei grandi uomini che hanno costruito il nostro paese e che, nonostante questo, sono stati ingiustamente dimenticati dai più. Inutile dire che anche Matte è stato a dir poco eroico a consegnare le tavole nei tempi previsti, poiché le ha realizzate in contemporanea a "Nelle Lande dei Giganti" senza intaccare minimamente la qualità di entrambi i lavori... Adoro le sue pagine, ma sfogliando il testo ho potuto constatare con piacere che anche le altre opere sono di ottimo livello, senza contare che ad arricchire il tutto c'è un ospite d'eccezione, ovvero Sergio Staino, che ha disegnato un prologo per ciascuna storia.
Il libro è stato stampato in 10.000 esemplari e sarà distribuito nelle scuole superiori, ma in cuor mio spero che arrivi anche in libreria, vista la sua innegabile qualità... Non sono riuscita a ritrovare il servizio, ma ieri ne hanno parlato perfino su RaiNews24... Voi dovrete accontentarvi di questo breve filmato che già da qualche giorno gira su YouTube... e dove ci sono anch'io :-)


A domani per gli aggiornamenti sui progetti futuri... Per me è una novità tutta questa tranquillità a fine gennaio poiché è il primo anno da quando ho cominciato a scrivere seriamente che salto Angoulême...

lunedì 23 gennaio 2012

Incognite



Ho latitato un bel po' e cercherò di non farlo più, ma è un periodo strano quanto difficile e sono certa che spesso mi comporterò in modo poco ortodosso nei prossimi giorni poiché ho perso le certezze per aggrapparmi alle incognite. 
Non sono infelice, al contrario: sto provando sensazioni nuove e intense e ho voglia di ricominciare, di trovare la mia strada, di combinare qualcosa di buono... Sono rallentata dal pensiero che ho fatto soffrire una persona eccezionale che avrebbe indubbiamente meritato un comportamento più corretto da parte mia e anche dalla consapevolezza che mi aspetta un cammino arduo, costellato di interrogativi che non avranno presto risposta, eppure non sono pessimista, anche se ci sono cose che mi fanno un po' paura... Tipo l'oroscopo di Internazionale di qualche settimana fa, ovvero questo:

"Esistono 501 possibili soluzioni al tuo dilemma attuale. Almeno dieci ti darebbero un minimo di tranquillità, un briciolo di sollievo e un pizzico di soddisfazione. Quasi tutte le altre non sarebbero niente di speciale ma almeno ti permetterebbero di liberarti dell’angoscia e continuare a vivere. Solo una però è in grado di produrre un risultato positivo e purificatore che ti farà imparare di più dalla situazione in cui ti trovi e ti darà l’energia e la spinta che ti servono. Attento a come scegli".


Francamente i cambiamenti recenti sono ancora troppo freschi per dare una valutazione obbiettiva della situazione, ma il senso di ansia che mi opprimeva costantemente sta svanendo e credo che questo sia già un ottimo punto di partenza per riprendere in mano le fila della mia vita e darmi una meta sensata... 
Chi non mi conosce non avrà capito niente di tutto questo pistolotto, ma sappiate che Moleskina non si è data per vinta, anche se d'ora in poi niente sarà semplice (ma d'altronde... quando mai lo è stato?).


A presto per nuovi aggiornamenti. Da domani si ricomincia a parlare di lavoro. Seriamente. 



martedì 10 gennaio 2012

La Fine e l'Inizio



Il messaggio di ieri era giustamente stringato perché era funzionale a omaggiare il grande talento di un amico, ma diciamo che questo è il primo vero post del 2012, un anno che - per il momento - non promette fuoco e fiamme.
Nonostante gli auguri da vene tagliate che vi ho fatto, ho passato un 31 dicembre piuttosto sereno e - almeno per una sera - sono riuscita a lasciarmi alle spalle tutti i pensieri che mi angustiano: sono stata a zonzo per una delle più belle città del mondo, mi sono vista il mio terzo concerto di Caparezza e la cena è stata sublime... A questo proposito, se passate da Firenze e volete gustarvi un ottimo pranzo senza dare in pegno un rene, fate un salto QUI e non rimarrete delusi (l'altra sera ho ordinato una tagliata che era una porzione di Paradiso).
Non so voi, ma quando il 2011 se n'è andato ho tirato un sospiro di sollievo e per un attimo ho pensato che avrei trovato subito la spinta per cominciare con il piede giusto, ma un piccolo problema di salute (niente di grave: una cosetta irrisoria, ma fastidiosa), l'ottusità dei due gestori telefonici che si stanno contendendo la linea di casa mia e che mi hanno isolata dal mondo virtuale per giorni e giorni, un compleanno non proprio stellare (fortunatamente compensato da una fantastica cena a sorpresa con gli amici domenica sera) hanno contribuito a smorzare un po' il mio ritrovato entusiasmo, ma ora sto provando a ripartire davvero.
La cosa più difficile da superare è il "blocco": non si tratta del famoso blocco dello scrittore (magari lo fosse), ma di un cambiamento in atto nella mia persona... Lo avevo già detto qualche tempo fa: le priorità di un tempo non sono più tali e adesso non so esattamente quello che voglio. So che vorrei cominciare qualcosa di nuovo, buttarmi in esperienze imprevedibili, fare qualcosa di costruttivo: questo non significa che voglio smettere di scrivere, ma che desidero anche altro ed è proprio il senso di questo "altro" a sfuggirmi... Perché non ho la più pallida idea di che cosa si tratti, ma il pensiero di starmene un bel po' a rifletterci su un'isola deserta, in compagnia di carta, penna e cocchi succosi da bere mi alletta davvero molto... prima però devo trovarmi un lavoro ben retribuito per pagarmi il viaggio :-)
Che dire? Ho bisogno di fare chiarezza e di trovare nuovi stimoli: non so come e non so dove, ma in qualche modo ce la farò.
Nel frattempo cerco di farmi strada tra le pile di lavoro arretrato e mi domando perché non sono come tutte quelle ragazze che sognano un vestito bianco e che non chiedono altro alla vita... 

sabato 7 gennaio 2012

Good News!


Avevo cominciato a scrivere un post per inaugurare l'anno, ma rileggendolo mi sono resa conto che era un grandissimo pippone. Siccome tra i miei buoni propositi per il 2012 c'era quello di lamentarsi meno e agire di più, ho deciso di desistere e di risparmiarvelo (in fondo vi voglio bene) in favore di una buona notizia segnalatami dal mitico Sapo... 
Se seguite QUESTO LINK e scorrete le immagini, vi imbatterete presto nell'illustrazione di cui sopra, ovvero la copertina del secondo volume di Loumyx... 
Se non lo avete capito da soli, su questo simpatico sito (Comics Alliance) annoverano il capolavoro di Luca nella sezione "Best Art Ever" della settimana ed io non posso che esserne orgogliosa. 
Ci risentiamo presto per ulteriori aggiornamenti.